1919-1940
1940-1960
1960-1980
1980-2005
 
   
   
Cominciò così
   
I Fondatori: Mario Battaglini - Arrigo Battaglini - Umberto Becherini - Cesare Brunetti - Luigi Cavallacci - Pietro Ciampini - Raffaello Cicerchia - Italo De Santi - Giulio Frugoli - Tito Franciosini - Pietro Laboratorini - Enrico Lunardi - Ernesto Matteucci - Felice Menesini - Vittorio Menesini - Umberto Pinzauti - Antonio Scaffai - Giuseppe Venturini - Giorgio Volpi .
   
Il calcio a Lucca nacque nel 1905 (ed è questa una data certa) dopo molte perplessità, tra le quali una, avvalorata per anni, anche con scritta sulla carta sociale, che dava, appunto, il Lucca F.B.C., (questa la denominazione iniziale) sorto nel 1908. Ma dopo approfondite indagini si venne a sapere che furono invece due lucchesi rientrati dal Brasile, Vittorio Menesini e Ernesto Matteucci, che unitamente a pochi altri, tra i quali il leggendario Mario Battaglini, a dare vita, nel 1905, ad una squadra di dilettanti e ad adottare, quali colori sociali, il rosso ed il nero, in omaggio alle maglie del Milan and Crikett F.B.C., che furoreggiava in quell'epoca. L'evento dei primi calci a quel pallone di cuoio, assai pesante con chiusura a stringa, avvenne a Porta Elisa in un campetto prospicente una stalla. Poi si passò a giocare in piazza d'Armi, detto "II Campaccio", quindi al piazzale Verdi, a Sant' Anna, per finire, al termine della prima guerra mondiale, al campo di Marte, dove la Lucchese esplicò la sua attività fino alla costruzione dello “Stadio del Littorio” ovvero dell'attuale stadio di Porta Elisa, inaugurato (ufficiosamente) il 21 ottobre 1934 con la partita di serie B Lucchese-Pavia, vinta dai rosso-neri per uno a zero, con gol della mezz'ala dalmata Massimiliano Scheer; lo stadio venne inaugurato ufficialmente dall’On.le Adelchi Serena, alla presenza di tutti i gerarchi fascisti locali, il 21 gennaio 1935 in occasione della partita Lucchese – Pro Patria (finita 2-0). Ma torniamo indietro nel tempo per ricordare che il primo Presidente fu Pietro Lavoratorini, il quale era anche capitano della formazione rossonera. Questa Lucchese si esibì in diversi incontri amichevoli, dinanzi ad un pubblico dapprima scarso e poi sempre più numeroso, incuriosito da un gioco che venne allora definito bello e "stravagante". In questo periodo iniziale i dirigenti erano anche giocatori e la prima "rosa" di questa Lucca F.B.C. contava nei suoi quadri i seguenti: Galante, De Santi, Vellutini, Cavallacci, Lavoratorini (cap.), Battaglini I, Battaglini II, Menesini G., Menesini V., Ciampi, Scaffai, Matteucci e Brunetti. E’ d’obbligo ora ricordare i Fondatori di questo Lucca F .B .C., perché furono loro, che per primi, intuirono la bellezza di un gioco che doveva infatti affermarsi nel breve volgere di tempo. Questi, pertanto, i fondatori del primo club rosso-nero: Battaglini Maro, Battaglini Arrigo, Matteucci Ernesto, Cavallacci Luigi, Franciosini Tito, Laboratorini Pietro, Menesini Felice, Menesini Vittorio, Menesini Guido, Ciampini Pietro, De Santi Italo, Lunardi Enrico, Cicerchia Raffaello, Volpi Giorgio, Venturini Giuseppe, Scaffai, Brunetti Cesare, Pinzauti Umberto, Becherini Umberto e Frugoli Giulio. L'attività iniziale del club rossonero fu inizialmente circoscritta ad alcuni incontri amichevoli, ma nel 1907, partecipò al campionato toscano di prima divisione, avendo per avversari la Virtus e la Spes (entrambe di Livorno), il Pisa S.C., il Viareggio, il Prato e l'associazione calcio Firenze. Fra tutti i componenti la prima formazione del Lucca F.B.C. fuoreggiò Mario Battaglini, medio centro metodista, un vero talento naturale che restò sulla breccia per moltissimi anni. Dopo la partecipazione al campionato toscano di prima divisione, la pattuglia rossonera prese parte ad un torneo svoltosi a Pisa, schierando una formazione con qualche nuovo elemento. Infatti, in questa competizione, scesero in campo i seguenti: Battaglini II, Spencer, Becherini, Loched, Battaglini I, Venturini, Cavallacci, Calvert, Menesini, Picco e Conte. Come si può intuire dal cognome di marca straniera, fecero parte di questa formazione anche due inglesi, che allora lavoravano alla ditta britannica Cucirini Cantoni Coats. Questa iniziale attività errante, del Lucca F.B.C., ora su questo ora su quel campo da gioco, continuò fino allo scoppio della prima guerra mondiale 1915/18. A questo punto tutto si interruppe ed anche il Lucca F.B.C. ordinò il "rompete le righe". Molti giocatori partirono per i campi di battaglia e fra questi il primo di una già nota famiglia di calciatori lucchesi, Enrico Bonino, il quale, tornato a Lucca dopo i lunghi anni trascorsi in trincea, fu il primo a rimboccarsi le maniche e a dar vita alla Unione Sportiva Lucchese 1918 (così la nuova denominazione della squadra risorta dalle ceneri di una lunga e sanguinosa guerra). Nell’opera di ricostruzione Enrico Bonino fu aiutato da un gruppo di volenterosi, da Ugo Michelini e Basilio e Mario Casentini, Celestino Imbasciati (proprietario dell'allora sportivissimo caffe "La Fanciulla del West"), Tito Franciosini, Olao Carassiti e dall'indimenticabile Rodolfo Lencioni (che chiamavano "papà Lencioni"), il quale, in seguito, rimase solo sulla breccia a tenere in piedi questa risorta Lucchese che, negli anni 1926/27, sprofondò in una crisi profonda. Rodolfo Lencioni, come abbiamo accennato, riuscì con la sua passione e la sua tenacia, a rimettere in sicura navigazione la traballante barca rossonera. Tornando all'immediato dopo guerra, da rilevare che entrarono, via via, a far parte della quadra atleti di spicco quali Bonino Ernesto (due volte nazionale) ed il minore dei Bonino (Armando), che molti, in quell'epoca, accreditavano come il maggior talento calcistico dei tre fratelli. Ma nel momento delicato della ricostruzione sociale, dopo lo sfacelo causato dalla guerra, moriva Enrico Bonino proprio a causa delle ferite riportate durante l'immane conflitto e questo fu un colpo grave per lo sport lucchese. Ma nel suo ricordo gli amici presero a lavorare con grande lena e la ripresa della attività ebbe inizio felicemente con la vittoria nella coppa Toscana, anno 1919/20. Infatti ebbe da qui inizio un periodo luminoso per i colori rossoneri, grazie all'avvento di autentici talenti, come i citati fratelli Bonino, il nazionale Jonny Moscardini, la mezz'ala Del Debbio, spalla ideale per il centravanti nazionale, il portiere Dovichi ed altri. Ma nel sopra citato torneo del 1919/20 occorre ritornare, perché fu in quel campionato che si verificarono fatti, precisamente nella partita tra il Viareggio e la Lucchese sul campo tirrenico di "Villa Rigutti", che sconfinarono dallo sport alla cronaca nera. Al termine della gara si scatenò la furia delle opposte fazioni di tifosi e nel tentativo di sedare i tumulti partì un colpo di moschetto, probabilmente involontario, da un carabiniere di servizio, colpo che, malauguratamente, colpì a morte un noto sportivo viareggino: Morganti. I giocatori lucchesi, vista la brutta piega che prendevano le vicende, se la dettero a gambe levate in tenuta da gioco verso Lucca e solo sul Quiesa, tre o quattro carrozze, che informate del fatto erano partite da Lucca, caricarono gli esausti atleti rossoneri che poterono così rientrare senza danni. Ma la vicenda di Viareggio, non finì qui. Si scatenarono, nei giorni seguenti anche le fazioni politiche. La città tirrenica dovette subire un vero e proprio stato d'assedio, con le autoblinde che presidiavano le strade e due navi, non proprio da trasporto, che ancoravano allargo, dinanzi alla spiaggia. La Caserma dei C.C. fu assediata dalla folla per alcuni giorni, poi il carabiniere, forse involontario protagonista di tanto sconquasso, fu trasferito in altra sede e gli animi si placarono. Come si vede se oggi volano "petardi" e "rondelle" anche allora il gioco del calcio scriveva già le sue "pagine roventi". Nell'anno 1920/1921 la squadra rossonera partecipò al campionato centro-meridionale di prima categoria, gruppo toscano, conseguendo ottimi risultati grazie, in particolare, all'apporto dei citati "azzurri" Moscardini e Bonino Ernesto, che proprio in quella stagione indossarono entrambi, per la prima volta, la prestigiosa maglia della nazionale italiana. Nella successiva annata 1921/22 venne a Lucca l'allenatore ungherese Deutch e fu il primo campionato che la Lucchese disputò in qualità di affiliata alla Federazione Italiana Gioco Calcio. In questo campionato si piazzò seconda, dietro la Pro Livorno, ma la stella che maggiormente rifulse nel torneo fu quella del nazionale lucchese Moscardini che, centravanti svelto e quasi infallibile, come era giustamente considerato, mise a segno ben dieci gol. I rossoneri continuarono a giocare nel campionato di prima categoria, con risultati alterni, finché nel 1924, si ebbe la fusione della Lucchese con la "Libertas" e da qui la denominazione di "Unione Sportiva Lucchese Libertas".
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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